Un pomeriggio di maggio, nella bottega di via dei Coronari a Roma, il maestro incisore Cesare Spinelli solleva una conchiglia di Cypraecassis rufa. La luce del cortile interno la trasforma in una lastra di miele e ambra. Con un bulino di acciaio, Spinelli inizia a scavare gli strati più chiari, lasciando emergere il profilo di una donna con i capelli raccolti. Non c’è polvere di diamante, non c’è oro fuso. C’è solo il gesto antico di togliere materia per creare luce. Il cammeo, per secoli relegato a souvenir da viaggio o a spilla da nonna, sta vivendo una seconda vita nelle mani di designer che ne riscoprono la potenza scultorea e la capacità di raccontare storie senza bisogno di colori gridati.
La tecnica del bianco su fondo: un linguaggio di contrasti
Il cammeo non è un intaglio qualsiasi: è la scultura in rilievo di uno strato chiaro sopra un fondo scuro, sfruttando le venature naturali della conchiglia o della pietra. Mentre il taglio a ventaglio o la goccia rovesciata lavorano sulla rifrazione della luce, il cammeo lavora per sottrazione e per contrasto. I maestri di Torre del Greco, unica scuola al mondo dove si tramanda questo sapere, chiamano “il fondo” lo strato bruno o arancione che resta a dare profondità. Negli anni Sessanta, le case di haute joaillerie francesi lo guardavano con sufficienza; oggi, il cammeo contemporaneo è stato sdoganato da brand come Pomellato o Vhernier, che lo montano su anelli di oro bianco satinato o su collier minimali, spezzando la simmetria con perle barocche. Il segreto sta nel non cercare il ritratto perfetto: le figure mitologiche lasciano spazio a forme astratte, foglie stilizzate, labbra socchiuse. La materia diventa dialogo tra opacità e lucentezza.
Dalla spilla al gioiello da sera: come indossarlo oggi
Il grande equivoco del cammeo è stato per anni il suo essere considerato un oggetto da collezione, da tenere chiuso in un cassetto. Lo styling contemporaneo lo vuole invece protagonista: un anello con cammeo di conchiglia in oro giallo 18 carati può essere l’unico punto luce su un abito di lino grezzo, mentre un pendente oversize, montato su un cordino di seta nera, diventa il pendant ideale per una camicia bianca sbottonata. I gioiellieri più audaci lo accostano a diamanti taglio rosa o a zaffiri montati a giorno, creando un cortocircuito tra antico e moderno. Per un regalo di alta gioielleria, il cammeo è la scelta più personale: ogni conchiglia ha una venatura unica, ogni incisione è un pezzo unico. Non c’è serialità, non c’è logo. C’è solo la storia di chi lo indossa, scritta in uno strato di carbonato di calcio.
Il corallo di Sciacca? Un altro capitolo
Mentre il corallo di Sciacca, con il suo rosa incendiato, sembra voler competere con i tramonti, il cammeo gioca sulla terra, sulla materia che sa di fondale marino ma parla di pelle. Non c’è bisogno di gridare: un cammeo moderno, inciso su agata o su conchiglia, è un sussurro che dura. E forse è per questo che, in un’epoca di eccessi, i collezionisti più raffinati stanno tornando a cercarlo. Non come souvenir, ma come dichiarazione di gusto.





